Roma climate-aware: cool materials tra valutazione integrata e progetto place-based
Barbara Cardone
Chiara Tonelli
Teona Alexandra Lozonschi
Università Roma Tre
Il contributo propone una rassegna critica dello stato dell’arte sui cool material (coating ad alta riflettanza spettrale, finiture termocromiche, soluzioni a raffrescamento radiativo anche in versione colorata) come dispositivi progettuali per una mitigazione climatica place-based. La riflessione nasce dal lavoro svolto con i Dottorandi del ciclo XXXIX del Dottorato in “Architettura, Città, Paesaggio” dell’Università Roma Tre per rispondere alla consultazione pubblica sulla Strategia di Adattamento Climatico di Roma Capitale e mira a chiarire condizioni, limiti e potenzialità di tali materiali entro un approccio progettuale climate-aware.
La letteratura recente evidenzia tre direttrici:
(i) superamento del “bianco” standard verso palette cromatiche compatibili con contesti vincolati, mantenendo prestazioni radiative;
(ii) integrazione multi-scala tra scelte materiche, morfologie urbane, ventilazione e ombreggiamento, con ibridazioni nature-based;
(iii) valutazioni di impatto che includono comfort esterno, energia, durabilità, LCA e possibili conflitti (abbagliamento, interferenze con fotovoltaico, manutenzione).
Dalla rassegna emergono gap ricorrenti: trasferibilità limitata dei risultati tra climi e tessuti urbani differenti; disallineamento di metriche tra scala edilizia e quartiere; insufficiente attenzione ai cicli di manutenzione in condizioni reali e alle implicazioni socio-spaziali (chi beneficia, dove, quando).
In risposta, il paper propone un framework teorico per Roma, estendibile a contesti affini:
(A) tassonomia d’uso e di tessuto urbano per l’assegnazione dei cool material in coerenza con vincoli percettivi e regolatori;
(B) set minimo di indicatori comparabili (albedo/emissività effettivi, ΔT superficiale/aria, UTCI, domanda di raffrescamento, LCA e indicatori di vulnerabilità);
(C) linee guida di integrazione con dispositivi d’ombra e verde leggero per massimizzare i co-benefici.
Il contributo offre una base critica e operativa per orientare il progetto architettonico e urbano: non un repertorio di buone pratiche, ma un uso consapevole dei cool material come interfaccia tra saperi modellistici, specificità dei luoghi e obiettivi di giustizia climatica, a supporto di politiche e interventi di rigenerazione coerenti con l’agenda di adattamento di Roma.