Il Piano del Verde di Lignano Sabbiadoro: strategie per la mitigazione dell’isola di calore in ambito costiero

Anna Costa
Architetto e paesaggista
Lucia Bortolini
Paolo Semenzato
Università di Padova

In un territorio in cui l’effetto termico del mare tende ad attenuare il fenomeno dell’isola di calore urbana, il Piano del Verde indaga comunque il ruolo del progetto come strumento attivo per prevenire e ridurre l’accumulo di calore, assumendo la dimensione microclimatica come componente fondante della progettazione dello spazio pubblico e delle infrastrutture verdi. Il Piano affronta il tema non solo come questione climatica, ma come occasione per ripensare la relazione tra natura, spazio urbano e fruizione pubblica, integrando il verde nel disegno complessivo della città.

In aree costiere l’isola di calore non è altrettanto problematica rispetto ad altri contesti territoriali: la presenza del mare genera brezze termiche che rimescolano gli strati bassi dell’atmosfera, dissipando in parte il calore e riducendo le differenze di temperatura tra aree edificate e territorio agricolo circostante. Tuttavia, è importante valutare le potenzialità del fenomeno per comprendere come le strategie del Piano del Verde possano prevenire e ridurre localmente gli effetti termici, agendo in modo mirato sulle aree più vulnerabili e pianificando interventi coerenti con la morfologia urbana e la struttura ecologica del territorio.

L’analisi è stata condotta utilizzando immagini satellitari termiche (Landsat 8; 9.07.2024, T max 35,6°C, vento < 10 km/h), da cui sono state ricavate mappe di Normalized Difference Vegetation Index e Land Surface Temperature. Queste mappe, pur a risoluzione limitata, consentono di identificare le aree più esposte al calore e di valutare la potenziale efficacia degli interventi previsti dal Piano. La loro sovrapposizione con gli interventi strategici previsti evidenzia come le zone a maggiore rischio coincidano con quelle in cui è previsto un incremento della copertura arborea, suggerendo un’efficace funzione mitigativa e un approccio progettuale fondato su dati scientifici.

Tra le azioni principali del Piano figurano:
• la realizzazione di una fascia boscata lungo il Canale Lovato che contribuisce ad aumentare la copertura arborea nell’area della Città dello Sport (strategia “Biodiversità e Reti Ecologiche”);
• la cura e l’incremento dei filari arborei presenti nelle aree urbanizzate di Sabbiadoro: il disegno di “corridoi verdi urbani” (mare/laguna) che il PdV propone in dialogo con lo studio del Piano del Traffico, in fase di sviluppo (strategia “Alberate stradali: i corridoi verdi urbani”).

Attraverso queste strategie, il Piano del Verde si configura come strumento di conoscenza e progetto capace di tradurre dati ambientali in scelte spaziali e morfologiche. L’esperienza di Lignano Sabbiadoro propone un modello di “progetto climate aware” per contesti costieri, in cui la mitigazione dell’isola di calore si integra in un più ampio processo di transizione ecologica urbana, contribuendo a ridefinire la qualità dello spazio pubblico e le connessioni tra ambiente costruito e naturale.