MICROCLIMATIC SNAPSHOT
Provocazioni nello spazio pubblico per testare la capacità di transizione
Fabrizio D’Angelo
Federico Marchese
Ilaria Maurelli
Riccardo Ruggeri
Valeria Volpe
Università Roma Tre
Le isole di calore urbano sono l’effetto tangibile della relazione tra forma urbana ed effetti del cambiamento climatico, mostrandosi con particolare intensità proprio nello spazio pubblico. Le strade, i marciapiedi, le piazze e i parcheggi si trasformano in “termometri spaziali”, rivelando la vulnerabilità fisica e sociale dello spazio costruito, con ricadute pervasive sulla salute pubblica, la povertà energetica, l’inquinamento e altri ambiti critici.
Questi temi sono al centro delle strategie di mitigazione e adattamento sviluppate negli ultimi decenni da architetti e urbanisti e recepite negli strumenti di governance territoriale, che tendono tuttavia a perpetrare un’applicazione neutrale di buone pratiche, al più adattate alla normativa vigente. Tale approccio risulta spesso insufficiente: le soluzioni proposte si scontrano con la rapidità e l’ampiezza imprevedibili del cambiamento climatico, con le specificità socio-culturali dei singoli contesti e con l’inerzia dei processi di trasformazione urbana.
Partendo da alcune esperienze didattiche e di ricerca degli autori sul caso studio emblematico di Roma, il contributo descrive una serie di azioni che hanno dato vita a installazioni temporanee nello spazio pubblico: un marciapiede bioclimatico, un pediluvio conviviale, un frigorifero “analogico”. Si tratta di prototipi effimeri e low-tech, realizzati attraverso pratiche di co-progettazione e co-costruzione, che si confrontano con le infrastrutture esistenti, con i loro materiali e risorse, “hackerandole” e aprendo a nuove coreografie d’uso.
Ogni azione assume la dimensione microclimatica — in cui corpo, spazio pubblico e pratiche quotidiane concorrono — come campo operativo. Attraverso il test, la misurazione e l’integrazione delle azioni, si tenta di superare la logica del “copy-paste” dei manuali di progettazione bioclimatica, per orientare scelte progettuali contestuali, sperimentali e costantemente correggibili.