Green Infrastructure e rigenerazione urbana: Roma come laboratorio di ricomposizione ecologica

Federico Desideri
Sapienza Università di Roma

Lo spazio pubblico assume oggi un ruolo strutturale nei processi di transizione ecologica e rigenerazione urbana, configurandosi come infrastruttura ambientale, sociale e culturale. In tale prospettiva, Roma costituisce un osservatorio privilegiato per analizzare l’evoluzione delle politiche e delle pratiche di progetto orientate alla mitigazione climatica. L’attivazione coordinata di fondi PNRR, PINQuA, Piano Periferie, programmi per il Giubileo 2025 e risorse regionali ha innescato un ciclo di trasformazioni che supera la dimensione manutentiva, integrando digitalizzazione, sostenibilità e qualità dello spazio pubblico.

All’interno di questo quadro, l’Anello Verde rappresenta un dispositivo sistemico di riequilibrio urbano: un circuito ciclo-pedonale e ambientale che riconnette aree ferroviarie dismesse e quartieri contigui (Tiburtina, Tuscolana, Trastevere), riducendo la pressione veicolare, riattivando centralità di prossimità e costruendo continuità ecologiche. Il progetto dello spazio aperto opera come infrastruttura di mitigazione e mediazione: regola i flussi, orienta la mobilità sostenibile, incrementa la permeabilità e restituisce coerenza morfologica a un organismo frammentato.

Parallelamente, i programmi di valorizzazione del Parco dell’Appia Antica, dell’Area Monumentale Centrale e del Parco Archeologico del Colosseo consolidano il patrimonio storico-archeologico come infrastruttura di suolo, capace di bilanciare conservazione e innovazione. Interventi recenti — dal ponte pedonale presso il Colosseo alla stazione-museo di Porta Metronia — mostrano come l’integrazione tra infrastruttura, paesaggio e patrimonio possa generare nuovi equilibri microclimatici e spaziali.

La convergenza tra prossimità, mobilità attiva e capitale naturale definisce un modello di rigenerazione landscape-led fondato su continuità ecologica e accessibilità. Roma, con la sua complessità morfologica e istituzionale, si configura come laboratorio operativo per testare criteri e strumenti di valutazione ex-ante ed ex-post su comfort termico, reti lente e servizi di prossimità, offrendo un repertorio trasferibile di strategie per la mitigazione dell’isola di calore urbana e la costruzione di nuove infrastrutture verdi interscalari.