Paesaggi operativi e microclimi locali: gli spazi di transizione nei progetti di Balmori Associates
Marta Rabazo Martin Università Roma Tre Il contributo analizza il ruolo del progetto di paesaggio come strumento attivo di mitigazione microclimatica, attraverso l’interpretazione di alcuni casi studio di Balmori Associates nei quali gli spazi di transizione - tra infrastruttura e tessuto, tra abbandono e rigenerazione - diventano dispositivi climatici capaci di influire sulle dinamiche termiche e ambientali locali. L’analisi si concentra su quattro esperienze: il parcheggio del Botanical Research Institute of Texas (BRIT), la ricerca Long Island Green City e il suo sviluppo nel tetto verde del Silvercup Studio, lo spazio post-industriale del Brooklyn Urban Meadow e il progetto Hoboken – Rebuild by Design.
Questi interventi, accomunati da un approccio fondato sulla misurazione scientifica e sulla sperimentazione morfologica, affrontano in modo operativo le relazioni tra superfici permeabili e impermeabili, flussi d’acqua, vegetazione e accumulo termico. Nel BRIT, la riconfigurazione del parcheggio come infrastruttura ecologica introduce un sistema di rain gardens e superfici vegetate capaci di abbattere l’albedo e ridurre l’isola di calore locale. In Long Island Green City e nel Silvercup Studio, la rete di tetti verdi sperimentata e monitorata in collaborazione con università e centri di ricerca quantifica la riduzione delle temperature superficiali, l’aumento dell’efficienza energetica e il miglioramento del comfort urbano, delineando un modello replicabile di infrastruttura climatica diffusa. Il Brooklyn Urban Meadow, nato in un vuoto industriale temporaneamente convertito in prato spontaneo, esplora il potenziale di rigenerazione microclimatica e biodiversità degli spazi urbani abbandonati. Infine, Hoboken - Rebuild by Design traduce il principio della resilienza urbana di assorbire un disturbo e continuare a funzionare - mantenendo la propria struttura, identità e funzioni essenziali - in un sistema integrato di infrastrutture verdi e blu che agisce congiuntamente sul rischio idraulico e sull’innalzamento delle temperature.
L’insieme dei casi studio dimostra come il progetto possa costituire una forma di ricerca applicata capace di verificare, misurare e prevedere l’impatto delle trasformazioni sul microclima urbano. Nei paesaggi di Balmori, la dimensione transizionale diventa il campo sperimentale in cui natura e tecnica si fondono, generando spazi “per la transizione” - ecologica, climatica e culturale - della città contemporanea.