Dalle antiche radici alla resilienza climatica: strategie di valorizzazione per il litorale di Santa Severa

Cristian Sammarco
Sapienza Università di Roma

Il presente lavoro, esito parziale di una ricerca interdisciplinare in corso (Sapienza Università di Roma – Dipartimenti di Architettura e Progetto e Scienze dell’Antichità), propone una strategia di valorizzazione per il litorale laziale tra Marina di Cerveteri e il Castello di Santa Severa. Questo tratto costiero, storicamente segnato dall’antico porto etrusco di Pyrgi, luogo di incontro e scambio culturale nel Mediterraneo, costituisce un laboratorio ideale per affrontare le sfide della crisi climatica.

La ricerca si fonda sulla constatazione che il paesaggio costiero è il fronte più vulnerabile agli impatti del cambiamento climatico, dove l’interdipendenza tra ecosistemi fragili e stratificazioni storiche è massima. L’accelerazione delle forze di mutamento ha compromesso equilibri naturali e integrità patrimoniale.

Il progetto ribalta questa fragilità in una risorsa, attingendo dalla “memoria generativa” di Pyrgi – luogo di accoglienza e apertura. L’obiettivo è ridefinire la continuità ecologica, morfologica e funzionale del litorale, saldando passato e futuro in una nuova narrazione di resilienza.

Le linee d’azione proposte mirano a un’azione sinergica e integrata sul paesaggio costiero. Innanzitutto, si punta a ristabilire l’integrità ecosistemica e produttiva attraverso la creazione di un corridoio ecotecnologico produttivo nella fascia interna (tra l’Aurelia e la ferrovia), concepito per agire come cuscinetto ecologico fondamentale e come polo di sviluppo sostenibile a basso impatto. In parallelo, il progetto intende valorizzare la memoria storica come fattore di resilienza mediante l’istituzione di un parco archeologico integrato, che unisce il Castello, il castrum romano e il santuario etrusco. Questo parco non solo tutela, ma rende anche leggibile la lunga storia di adattamento umano a questo paesaggio.
Infine, si lavora per riconnettere l’uomo e il mare in modo sostenibile attraverso la realizzazione di un pontile sospeso e di un centro visitatori, elementi infrastrutturali chiave che garantiscono l’accessibilità sostenibile — grazie al collegamento con la stazione ferroviaria — e che proiettano verso il mare i valori di apertura e sostenibilità intrinseci al progetto.

In conclusione, l’intervento non si configura solo come operazione di conservazione e valorizzazione, ma come progetto di adattamento strategico che utilizza il genius loci storico di Pyrgi — l’apertura e l’interconnessione — come base per costruire un futuro costiero più inclusivo, sostenibile e resiliente di fronte alla crisi climatica.