Roma respira: microcittà verdi per una nuova ecologia urbana
Thomas Serafini
Università Iuav di Venezia
Immaginare la città come un organismo vivo e resiliente significa ripensarne profondamente il rapporto con il clima e con gli abitanti. Nel corso di un’esperienza progettuale personale è stata sviluppata una metodologia sperimentale e replicabile, con la mitigazione urbana del calore come obiettivo primario. Il progetto si fonda sull’idea di creare “piccole realtà urbane” in cui tutti i servizi essenziali siano raggiungibili a piedi in 15 minuti, integrando infrastrutture per la mobilità dolce, spazi verdi attrezzati, mercati rionali e aree per l’agricoltura urbana, generando comunità autosufficienti, coese e resilienti.
L’intervento è strutturato in tre fasi contigue, tali da consentire un graduale inserimento delle trasformazioni urbane in un contesto complesso come quello di Roma. L’area scelta – Garbatella, Valco San Paolo, Testaccio, Marconi e Ostiense – non è casuale: un’analisi attenta ha evidenziato criticità legate all’accumulo e al rilascio di calore, dovute all’elevata impermeabilità del terreno e all’eccessiva dipendenza da asfalto e infrastrutture viarie, in particolare via Ostiense e via Marconi.
Per affrontare la situazione sono stati individuati “micro-interventi” capaci di sfruttare le specificità e le vulnerabilità di ciascun quartiere. Cuore ideale di queste microcittà è il mercato rionale, storicamente crocevia di commercio e vita collettiva, oggi luogo per la transizione e per la socialità. Lontani dall’essere semplici punti di distribuzione alimentare, i mercati diventano hub multifunzionali: centri di socialità, spazi per la raccolta e il riciclo, luoghi in cui l’economia circolare si traduce in esperienze concrete.
Elemento di connessione fondamentale per questo sistema è la mobilità, che viene completamente ridisegnata: le strade congestionate diventano luoghi in transizione sotto forma di boulevard alberati, piste ciclabili continue, zone pedonali o linee di tram elettrici su corridoi verdi. Muoversi in città diventa così un’esperienza sana, verde e sostenibile, riducendo le emissioni e aumentando la qualità della vita.
Parallelamente si interviene sulla permeabilità dei suoli e sulla gestione delle acque: parcheggi, piazzali e spazi industriali dismessi vengono depavimentati e trasformati in parchi permeabili, rain gardens e aree verdi ricche di biodiversità, migliorando il drenaggio e mitigando le isole di calore. Alberature e superfici riflettenti diventano strumenti di ombreggiamento e raffrescamento. Questi spazi centrali consentono di valorizzare i “relitti urbani” abbandonati, riconoscendoli come luoghi di transizione, sia per la loro posizione strategica sia per il loro potenziale ecologico.
Il progetto mostra come la mitigazione climatica possa avvenire non attraverso grandi opere infrastrutturali, ma tramite una rete diffusa di interventi capaci di rigenerare la relazione tra spazio pubblico, mobilità e metabolismo urbano.