Gli scali ferroviari dismessi in Italia:
da ferite nel cuore della città a nuove polarità urbane sostenibili
Il caso dello scalo Ex OGR di Firenze Porta al Prato
Vittoria Stefanini
Università Roma Tre
Tema caldo dell’ultimo decennio è la riqualificazione degli scali ferroviari dismessi collocati nelle aree centrali delle principali città italiane. Estese aree dall’articolazione lineare e pianeggiante nel cuore dell’abitato che al momento costituiscono elementi di degrado e cesura. Comparti da destinare spesso ad importanti ed onerose opere di bonifica in vista di una trasformazione mirata in primis alla loro rifunzionalizzazione e poi alla rigenerazione di ampie porzioni di tessuto urbano nel loro intorno.
Un patrimonio immenso amministrato da FS Sistemi Urbani, la società del Gruppo delle Ferrovie dello Stato preposta alla gestione dei beni ferroviari non più in esercizio. Da ormai un decennio la società sta lavorando alla definizione di strategie e procedure innovative per coinvolgere progettisti ed operatori privati con il fine ultimo di restituire alla città ex aree industriali ed attivare processi rigenerazione fondati sulla sostenibilità sociale, ambientale ed economica.
In questo senso muovono iniziative come l’Accordo di Programma Scali Milano avviato nel 2017 per la rigenerazione di sette ex scali ferroviari milanesi, il progetto di riconversione dello scalo merci di Verona Porta Nuova, la partecipazione al concorso C40 Reinventing Cities per il sito Bologna Ravone Prati di proprietà delle Ferrovie, la cessione a terzi dell’area ferroviaria del Ponente Ligure per convertirla tramite bando apposito ad una pista ciclopedonale di 20 chilometri.
Si intende analizzare a più ampia scala i processi di partenariato pubblico privato per in corso per la trasformazione di aree ferroviarie dismesse in Italia con particolare attenzione all’intento di promozione della rigenerazione urbana sostenibile e di soluzioni volte alla rinaturalizzazione della città.
Si intende poi prendere in esame il caso specifico del Masterplan per la riqualificazione dell’aerea ferroviaria dismessa delle Ex Officine Grandi Riparazioni di Firenze Porta al Prato, un compendio di 9 ettari nel cuore del capoluogo toscano, venduto nel 2023 dal Gruppo Fs Sistemi Urbani alla società Flora Development srl perché ne avviasse la trasformazione. Il Piano Attuativo per quest’area dovrà accogliere la prescrizione urbanistica di un mix funzionale che privilegi la destinazione residenziale e la riduzione del consumo di suolo a favore della creazione di un nuovo ed esteso sistema di verde e spazi pubblici che compensi da un punto di vista ecologico ed ambientale l’alta densità del quartiere Novoli immediatamente a nord e che agisca in sinergia con la nuova mobilità dolce prevista - tramvia e pista ciclabile - sulla rinnovata via Pistoiese che costeggia il comparto e che funga da elemento di ricucitura e riattivazione del Parco delle Cascine a sud, attualmente deserto e degradato.
Bibliografia
Marchegiani, C., Musinelli, E. (2011) La Valorizzazione Degli Scali Ferroviari Dismessi. Il Caso Di Milano, Firenze: Firenze University Press.
Mussinelli, E., & Tartaglia, A. (a cura di) (2020) Nodi infrastrutturali e rigenerazione urbana: Stazioni, spazio pubblico, qualità ambientale. Santarcangelo di Romagna: Maggioli Editore.
Natalicchio, S., Tamini, L. (2003) Grandi aree e stazioni ferroviarie. Attori, strategie, pratiche di trasformanzione urbana. Milano: Egea.
Possamai, L. (2010) Le Aree Ferroviarie Dismesse Come Opportunità Di Rilancio Urbano: Il Caso Della Ferrovia Del Ponente Ligure. Milano: Tesi di Dottorato, Politecnico di Milano.
Tucci, F., & Cecafosso, V. (2019) Rigenerazione delle aree ferroviarie verso la Green City. EcoWebTown, (20), 193–203. Online: https://www.ecowebtown.it/n_20/2_6.html