Farmacopea Urbana. Un sistema diagnostico-prescrittivo e metabolico per l’adattamento al
cambiamento climatico negli spazi di transizione metropolitani
Chiara Tonelli
Luca Ossino
Università Roma Tre
Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, nata per supportare le persone nella gestione di attività complesse e ripetitive basate su grandi quantità di dati, emerge un limite significativo: la difficoltà degli individui nel controllare in modo autonomo i consumi energetici in relazione a temperatura, microclima e comfort. Anche negli edifici efficienti – dotati di isolamento termico o pannelli fotovoltaici – i consumi continuano ad aumentare, segno che una consapevolezza diffusa non si è ancora consolidata. Diventa quindi necessario affidarsi all’AI per governare in modo ottimale tali dinamiche. In questa prospettiva, la Farmacopea Urbana rappresenta un possibile strumento di mediazione intelligente tra ambiente costruito, dati e comportamento umano.
Il concetto di Farmacopea Urbana introduce un metodo progettuale per affrontare il fenomeno dell’isola di calore urbano secondo un approccio diagnostico-prescrittivo. Il progetto diventa un processo attivo di “diagnosi” del carattere dei luoghi e di “prescrizione” di combinazioni mirate di principi attivi progettuali.
Il metodo si articola in due fasi: una diagnostica, che legge il contesto incrociando dati microclimatici, morfologia urbana e flussi metabolici; e una prescrittiva, che traduce tali conoscenze in strategie operative. A supporto, il Cognitive Digital Twin (CDT) cittadino – una rete di edifici interconnessi tramite IoT e Blockchain – ottimizza i flussi energetici e ambientali, trasformando ogni edificio in un nodo attivo del metabolismo urbano.
Da questa base nasce il Catalogo dei principi attivi progettuali, che guida il progettista nella selezione di strategie integrate su tre scale: urbana, edilizia e regolativa-comportamentale.
• Scala urbana: Nature-Based Solutions come forestazione selettiva, reti verdi e sistemi di monitoraggio diffuso mitigano l’isola di calore.
• Scala edilizia: cool materials, cool roofs, recupero del calore e raffrescamento radiativo passivo riducono i carichi termici, mentre il CDT ottimizza in tempo reale la gestione impiantistica.
• Scala regolativa e comportamentale: introduce controlli e incentivi che trasformano le pratiche d’uso quotidiane in strumenti di gestione climatica.
Dall’interazione di queste tre dimensioni emergono le ricette climatiche: configurazioni adattive e site-specific che combinano ombreggiamento, produzione energetica e riuso del calore. La Farmacopea Urbana diventa così una piattaforma di intelligenza collettiva, capace di tradurre l’AI in uno strumento di cura del metabolismo urbano e di ridefinire il rapporto tra città, ambiente e comunità.
Bibliografia
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