WP 1__Ricognizione critica degli strumenti di programmazione e delle sperimentazioni progettuali per la mitigazione dell’ICU
Lo studio del contesto internazionale, con particolare attenzione alle metropoli europee — quali Madrid (Madrid + Natural di ARUP), Parigi (Les Îlots de Chaleur Urbains à Paris di APUR), Stoccolma (Environment Programme 2030) — che hanno già implementato politiche e progetti per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e, in particolare, delle UHI nelle aree metropolitane, permette di comprendere alcune strategie progettuali adattabili ai contesti romano e napoletano. I progetti e gli strumenti di pianificazione sono esaminati in relazione alle politiche urbane, alla scala di intervento, alla complessità del paesaggio urbano, alle caratteristiche degli spazi pubblici aperti e delle architetture che li definiscono, ai materiali utilizzati nella riconfigurazione dello spazio aperto e al riconoscimento delle pratiche dell’abitare.
WP 2__Realizzazione delle mappe climatiche di Napoli
Per l’intera superficie del comune di Napoli il centro PLINIVS dell’Università Federico II ha eleborato delle mappe climatiche sulla base di specifici scenari previsti per il futuro. Le mappe restituiscono delle indicazioni in termini di MRT (Mean Radiant Temperature), che fornisce indicazioni sulla media delle temperature risultante in ogni pixel della mappa determinata dall’irraggiamento delle superfici che sono nelle vicinanze (suolo, edifici, alberi), e UTCI (Universal Thermal Cimate Index), che fornisce un’indicazione di comfort termico percepito dalle persone. Dalle mappe si evince che per l’area orientale di Napoli la condizione climatica risulta essere più gravosa rispetto all’area occidentale.
WP 3__Costruzione delle mappe critiche
Il progetto Trans[heat]ions è metodologicamente basato su un’attività di ricerca progettuale (research by design) per la quale è stata di fondamentale importanza la scelta di casi studio significativi. Al fine dell’individuazione dell’area studio sono state elaborate delle mappe critiche per la città di Napoli articolate in mappe delle aree “di” transizione, “in” transizione e “per” la transizione. La prima categorie di mappe analizza la transizione tra elementi di superficie e orografici che hanno influenza sulle isole di calore. La seconda categoria di mappe, elaborate sulla base dei PUA e dei documenti preliminari del PUC, evidenzia le aree del comune di Napoli in corso di trasformazione o per le quali sono pianificate trasformazioni a breve e medio termine. Infine, la terza categoria di mappe, consistenti nella sovrapposizione delle mappe delle aree “di” transizione con quelle delle temperature elaborate dal centro PLINIVS della Federico II, ha lo scopo evidenziare aree con significative potenzialità di innescare processi di transizione ecologica. Dal confronto tra le mappe “di”, “in” e “per” la transizione è stata individuata come area studio la zona a est del Centro Direzionale di Napoli.
WP 4__Costruzione del modello climatico
Al fine di verificare le condizioni climatiche dell’area studio con riferimento allo stato di fatto e alle ipotesi progettuali elaborate, è stato realizzato un modello 3D dell’area urbana considerata utilizzato come base per l’applicazione di un modello di calcolo elaborato dal centro PLINIVUS dell’Università di Napoli Federico II. Il modello ha fornito risultati in termini di MRT (Mean Radiant Temperature) e UTCI (Universal Thermal Cimate Index) calcolati per una tipica giornata di ondata di calore selezionata tra quelle più gravose, in termini di temperatura dell’aria e umidità, previste secondo l’applicazione di specifici scenari. Le valutazioni climatiche non sono state utilizzate come dati fondativi del progetto, ma come strumenti di verifica e supporto alla progettazione architettonica e urbana.
WP 5__Definizione degli scenari progettuali
I progetti elaborati, pur avvalendosi di strumenti di verifica delle condizioni microclimatiche, si concentrano sulla qualità architettonica dello spazio urbano. Le principali strategie progettuali utilizzate consistono in modellazione del suolo (variazione di pendenza e realizzazione di “edifici suolo”), piantumazione (bosco urbano), utilizzo di doppi suoli (sfruttamento degli spazi d’ombra degli elementi infrastrutturali), scelta dei materiali delle superfici di calpestio (vasche d’acqua, superfici permeabili). Le sperimentazioni progettuali hanno mostrato come le green solutions e le grey solutions non si escludono a vicenda, ma possono essere proficuamente combinate tra loro, comprendendo anche strategie di recupero e riuso di spazi urbani abbandonati o sottoutilizzati.
Ai progetti per l'area a est del Centro Direzionale di Napoli si affianca una lettura integrata della città in cui l’intreccio "multilayers" tra "sopra" e "sotto" costruisce una nuova geografia urbana relazionale, capace di orientare il progetto dello spazio aperto come strumento di mitigazione delle ondate di calore. Questa visione interscalare dei rapporti reticolari urbani consente di individuare e attivare “spazi di respirazione naturale” anche nella città consolidata: luoghi freschi, percorsi ombreggiati e ambiti per attività collettive, ottenuti tramite ventilazione passiva, condotti del vento o la semplice valorizzazione dei microclimi esistenti. Tale approccio si integra con il rafforzamento delle infrastrutture verdi, articolate in fasce e stringhe che, attraverso la pedonalizzazione di alcuni assi, aumentano vegetazione e biodiversità, migliorando il raffrescamento urbano e generando nuovi spazi pubblici. Nell'area nord di Napoli si configura così una città “craquelé”, dove il sistema collinare, i parchi e i valloni si intrecciano con grandi cavità tufacee, creando sorprendenti spazi d’ombra immersi nella vegetazione spontanea. Nella fascia urbana centrale emerge una città “porosa”, fatta di corti verdi, strade-canyon e cavità ipogee, in cui semplici dispositivi progettuali possono attivare efficaci ventilazioni naturali. A sud, infine, una città “filamentosa” connette grandi vuoti urbani e spazi sotterranei, immaginando una rete alternativa di percorsi e attraversamenti, climaticamente mitigati.
* Gli esiti della ricerca verranno pubblicati in forma estesa sul sito dopo lo svolgimento del convegno "transheations"