WP 1__Ricognizione critica degli strumenti di programmazione e delle sperimentazioni progettuali per la mitigazione dell’ICU
Lo studio del contesto internazionale, con particolare attenzione alle metropoli europee — quali Madrid (Madrid + Natural di ARUP), Parigi (Les Îlots de Chaleur Urbains à Paris di APUR), Stoccolma (Environment Programme 2030) — che hanno già implementato politiche e progetti per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e, in particolare, delle UHI nelle aree metropolitane, permette di comprendere alcune strategie progettuali adattabili ai contesti romano e napoletano. I progetti e gli strumenti di pianificazione sono esaminati in relazione alle politiche urbane, alla scala di intervento, alla complessità del paesaggio urbano, alle caratteristiche degli spazi pubblici aperti e delle architetture che li definiscono, ai materiali utilizzati nella riconfigurazione dello spazio aperto e al riconoscimento delle pratiche dell’abitare.
WP 2__Realizzazione e aggiornamento delle mappe climatiche e morfologiche di Roma
La distribuzione del fenomeno dell’Isola di Calore Urbana a Roma è profondamente legata alle morfologie dei suoi spazi aperti e dei suoi tessuti edilizi. Per averne una visione aggiornata l’Unità Operativa di Roma Tre ha graficizzato e messo a confronto un set di dati (fonte NASA MODIS), forniti dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio nell’ambito di una ricerca passata (cfr. https://www.deplazio.net/climactions/index.html) che hanno una definizione spaziale molto approfondita – una griglia di 1 km X 1 km – ma si fermano all’estate 2010, con un set di dati molto più recenti (estate 2020), raccolti e resi disponibili nell’ambito del progetto MAPPAROMA (https://www.mapparoma.info/mappe/mapparoma36-quanto-fa-caldo-nei-quartieri-di-roma/). I dati climatici sono poi stati confrontati anche con dati morfologici (in particolare alla mappatura delle Local Climate Zone, https://lcz-generator.rub.de/global-lcz-map), con dati regionali sull’inquinamento e con alcuni dati di carattere socio-economico (fasce fragili di popolazione e redditi medi). Il settore orientale della città risulta essere il più critico su quasi tutti i livelli di indagine; è dunque in quest’area che è stato individuato il caso studio per lo sviluppo delle sperimentazioni progettuali: il quartiere di Centocelle.
WP 3__Costruzione delle mappe critiche
Il quartiere di Centocelle presenta caratteri morfologici e tipologici “ambigui”: frammenti di campagna si accostano a porzioni di città dal tessuto denso e compatto, aree agricole, emergenze archeologiche, aree produttive si alternano lungo i sistemi infrastrutturali (antichi e contemporanei) che innervano e articolano il territorio che si mostra come luogo “di transizione”. Ma il quartiere è anche, storicamente, “in transizione”: Centocelle è infatti un palinsesto di tracce urbane e figure che si sovrappongono, a partire da quelle che derivano dalle centuriazioni romane, dalle tenute agricole ottocentesche, dalla griglia che ha strutturato la prima borgata fin dalla sua nascita e che ancora caratterizza tutto il sistema insediativo, fino agli spazi vuoti e residuali, ciò che resta dei progetti mai realizzati nell’ambito del grande programma del Sistema Direzionale Orientale. L’esigenza di affrontare le questioni climatiche, che in questa zona sono particolarmente critiche, si confronta quindi con le potenzialità di valorizzazione ambientale, costruzione di reti e miglioramento della abitabilità degli spazi pubblici in un territorio stratificato e complesso, rendendo il caso studio di Centocelle un’occasione particolarmente interessante per sperimentare strategie progettuali in territori “per la transizione”.
WP 4__Costruzione del modello climatico
Il modello per le simulazioni microclimatiche degli scenari progettuali è stato realizzato con il software ENVI-met: il lavoro di modellizzazione è stato concepito fin dal principio strumento di supporto critico e di verifica delle ipotesi progettuali, e non come dispositivi prescrittivi in grado di sostituirsi al processo di progetto progettuale. Le simulazioni sono state organizzate secondo due livelli di approfondimento, corrispondenti a due diverse scale di osservazione e intervento. Il modello a larga scala è stato costruito con una griglia spaziale di 4×4×4 metri: include l’intero ambito di studio, che comprende uno dei grandi vuoti urbani presenti in quella porzione di territorio, il tessuto edificato incluso nel perimetro definito da quattro arterie molto importanti (via della Primavera/via Tor De’ Schiavi, viale Palmiro Togliatti, via Casilina e via Prenestina) e il sistema degli spazi aperti presi in esame. A integrazione di questo, sono stati realizzati due modelli a scala più ridotta, costruiti su una griglia spaziale più fine di 2×2×2 metri, finalizzati alla verifica puntuale degli effetti microclimatici degli interventi progettuali sulle piazze oggetto di approfondimento: Piazza delle Gardenie e Piazza dei Mirti.
WP 5__Definizione degli scenari progettuali
L’obiettivo delle strategie progettuali proposte non si limita alla mitigazione delle isole di calore: le trasformazioni del paesaggio urbano diventano anche l’occasione per costruire nuove relazioni e rafforzare quelle esistenti tra lo spazio vegetato residuale — esito della stratificazione storica di progetti attuati e non — e lo spazio pubblico. Una delle principali azioni progettuali riguarda il ridisegno delle strade e della mobilità carrabile, con l’intento di trasformare la rete infrastrutturale in un sistema reticolare di sfondo capace di tenere insieme e connettere il tessuto urbano denso e consolidato con il contesto più ibrido e frammentato della campagna romana. A una scala di maggior dettaglio, il progetto si interroga sulla qualità dello spazio aperto pubblico, sulla sua vivibilità e accessibilità e sulle funzioni che accoglie. Nell’ambito della strategia generale emergono due piazze di particolare rilevanza che sono state oggetto di approfondimenti progettuali specifici: Piazza dei Mirti e Piazza delle Gardenie.
* Gli esiti della ricerca verranno pubblicati in forma estesa sul sito dopo lo svolgimento del convegno "transheations"